Cesare Bianco

Insegnante di lettere in pensione. Laureato in lettere, indirizzo storico, ha pubblicato saggi di storia del movimento ereticale italiano del Cinquecento sulle riviste: “Rivista Storica Italiana”, “Bollettino della Società di Studi valdesi”, “Diritto di critica”.
Ha curato l’edizione critica de: Il Sommario della Santa Scrittura e l’ordinario dei cristiani, Claudiana, Torino, 1988.
Nel 2014 ha pubblicato: Il papa santo e assassino, Edizioni Leucotea, una raccolta di racconti storici ambientati nel Cinquecento italiano e ispirati da processi inquisitoriali.
Nel 2017 ha pubblicato: Lo sguardo delle madri di Plaza de Mayo, Imprimatur, un romanzo sulle madri e le nonne di Plaza de Mayo durante e dopo la dittatura argentina degli anni 1976-1983.
Nel 2019 ha pubblicato: L’ipotesi di Riemann e il Sessantotto, Parallelo45, un giallo “matematico” ambientato a Torino.
Nel 2021 ha pubblicato: I gemelli rubati e l’Opus Dei, Ducale, un romanzo che intreccia il furto di neonati nella Spagna franchista con gli oscuri meandri dell’istituzione cattolica.

L’ipotesi di Riemann e il Sessantotto – Cesare Bianco

12.35

Tra gli indagati c’è Chiara Dutto, assistente del primo professore ucciso e legata agli altri due. Con lei negli anni dell’università Giorgis aveva vissuto un’intensa e appassionata storia d’amore, interrotta soprattutto a causa di una diversa visione della politica e di un’opposta valutazione della lotta armata.
Appena laureata, Chiara era scomparsa. Nessuno sapeva dove fosse andata, ma diversi sospettavano che avesse aderito alle Brigate Rosse e fosse entrata in clandestinità.
Dopo due anni era improvvisamente tornata e aveva iniziato la carriera universitaria.
La vicenda si svolge, in una Torino sotto assedio per il primo processo delle BR, nell’ultimo periodo del sequestro Moro. Proprio il giorno in cui il presidente della Democrazia Cristiana viene ucciso, il giallo viene risolto.