Non aver paura

non aver paura copertina 500px

Non aver paura

5 su 5 in base a 4 valutazioni del cliente
(4 recensioni dei clienti)

 5 12

Tommaso è un imprenditore di successo. Una donna al suo fianco, una figlia, un’azienda nel settore dolciario. Ma una dopo l’altra, le cose più importanti della sua vita sembrano sgretolarsi. Facendo l’amore con Nadia, una lancinante fitta alla tempia trasforma una serata in tragedia.
Una storia di malattia resa ancora più drammatica dalla crisi, da passaggi generazionali traumatici e dai soprusi di istituzioni e banche che dissanguano chi cerca di fare impresa.
Una tragedia contemporanea che lascia col fiato sospeso, offrendo uno spaccato di vita incredibile ma vero.

disponibile anche su:
ibslibreriauniversitaria_logo

Scarica l'anteprima del libro:

Svuota

Descrizione prodotto

25° posizione assoluta nella TOP100 di Amazon

Due aneurismi al cervello, due bombe a orologeria pronte ad esplodere in qualsiasi momento,
ma nonostante ciò, ancora un’infinita voglia di combattere.” “Il Mattino”

Vincitore di 31 premi letterari, fra cui:
Segnalazione al Premio Casentino 2016
1° Premio “Surrentum” 2015
1° Premio San Carlo Borromeo 2014
1° Premio Letterario Internazionale Città di Aversa 
2o Premio internazionale Città di Caserta 2015
2° premio “Città di Napoli” memorial Libero Bovio
Premio di poesia e narrativa “Cinque Terre Golfo dei Poeti” 2015
Premio Speciale Marinella di Sarzana al premio Città di Sarzana 2016
1° Premio Città di San Giorgio a Cremano
2° premio Città di Recco 2015

Tommaso è un imprenditore di successo. Una donna al suo fianco, una figlia, un’azienda nel settore dolciario. Ma una dopo l’altra, le cose più importanti della sua vita sembrano sgretolarsi. Facendo l’amore con Nadia, una lancinante fitta alla tempia trasforma una serata in tragedia.
Dopo una serie di esami, scopre che nella sua testa c’è qualcosa di troppo, e la paura che la sua fine sia vicina lo devasta. Ad aggravare la situazione ci sono la crisi in cui versa la sua azienda e i dissapori con la sua unica figlia.
Quando il primario dell’ospedale Maggiore di Novara gli comunica che deve subire un intervento al cervello, precipita in un gorgo di terrore. Con l’aiuto di Nadia prova a tenere in piedi l’azienda e la famiglia. Non ha però previsto che la direttrice della banca, appurate le sue condizioni di salute, anziché dargli una mano minaccia di farlo fallire.
Tommaso si sente accerchiato e, pensando di non avere più nulla da perdere, compie un gesto impulsivo che potrebbe avere conseguenze irreparabili.
Le fitte intanto continuano inesorabili, e il suo tempo sta scadendo. Lascia l’azienda nelle mani della figlia, va in ospedale e, proiettato in una dimensione di cui ignorava l’esistenza, aspetta che il suo destino si compia.
Una storia di malattia resa ancora più drammatica dalla crisi, da passaggi generazionali traumatici e dai soprusi di istituzioni e banche che dissanguano chi cerca di fare impresa.
Una tragedia contemporanea che lascia col fiato sospeso, offrendo uno spaccato di vita incredibile ma vero.

Autore

Carmelo Cossa nasce a Laurino (SA) il 30 luglio 1954. Finita la scuola dell’obbligo emigra a Torino, dove trova lavoro come elettricista. Riprende gli studi dopo qualche mese ottenendo prima il diploma e poi, nel 1974, la maturità. Ha lavorato in alcune aziende del settore elettrico prima da operaio tecnico e poi da responsabile. Dopo alcuni anni di esperienza diventa artigiano e la sua piccola impresa creata dal nulla nel 1980 oggi è un’azienda all’avanguardia nel campo dell’automazione industriale. Felicemente coniugato con Rosa, Carmelo e un imprenditore di successo e grazie ai suoi collaboratori, che lo aiutano nel suo lavoro, può dedicare maggior tempo alla sua passione di sempre: leggere e scrivere. Ha pubblicato la silloge di versi L’essere è poesia (2009) e due romanzi noir: La voce del silenzio (2010) e Toccare il cielo (2012).

Informazioni aggiuntive

Peso 0.400 kg
Dimensioni 15 x 21 cm
Scegli formato:

Brossura, eBook

Pagine

342

ISBN

9788898440382 – 9788898440825

4 recensioni per Non aver paura

  1. 5 di 5

    :

    L’intreccio avvincente tra una spiccata e cruda realtà, ma consuetudine di vita ove deprimenti dolori ci avvincono, la speranza come energia vitale ci raggiunge nella reale visione di una vita beffarda, ove talvolta nelle spire dell’anima emerge una luce e nel male, Nelle avversità trabboccanti della sterilità che traspira nella mancata disponibilità e colloborazione economica di terzi ( altro tasto reale delle vita) emerge la giustizia morale e il riscatto della saggezza che intercede… Tutto questo è NON AVER PAURA… lascio a voi il sapore del’ebbrezza che ci offre !”NON AVER PAURA” .. perchè la vitapassa, mentre lo scritto resta! I miei ossequi allo scrittore Carmelo Cossa

  2. 5 di 5

    :

    La particolare bravura dell’autore non è solo quella di saper scrivere in modo avvincente e fluido, catturando l’attenzione del lettore ma, in questo particolare caso, nell’entrare con delicatezza e rispetto in un tema ostico e pesante e tuttavia saperlo raccontare con garbo , umanamente, sinceramente , facendo di questo libro molto più di un semplice romanzo. Cossa ha un ottimo stile, non infarcisce di inutili orpelli , non ne ha bisogno ; i suoi racconti sono freschi e cristallini e rispecchiano la ricchezza umana che è in lui, non solo come autore ma anche come uomo

  3. 5 di 5

    :

    Recensione a cura di GIORGIA CATALANO

    La paura, si sa, è propria di ogni essere animale, Uomo compreso. Se non provassimo questo sentimento, il nostro vivere sarebbe paragonabile a quello di un oggetto inanimato.
    E’ un meccanismo di difesa che adottiamo per schermarci da ciò che ci spaventa, da ciò che non si può o non si riesce a gestire.
    La paura può essere la conseguenza di un trauma, di un vissuto negativo che, a volte, può ostinarsi ad accompagnarci per il resto dei nostri giorni e che, difficilmente, riesce a staccarsi da noi.
    Non a caso, uso l’espressione “staccarsi da noi”; spesso, le nostre paure prendono corpo ed hanno anche un volto sia che si tratti di un ricordo legato a qualche situazione sia che si tratti di qualcuno che è riuscito a nuocere alla nostra integrità emotiva e psicologica.
    Fin da bambini, si prova il forte bisogno di sentirsi rassicurati e protetti da ogni male sia esso interiore sia esso generato da cause “estranee” a noi.
    Cosa si può fare per combattere la paura?
    Continuare a sperare che la nostra vita migliori e non abbandonare mai i propri sogni.
    Il nostro autore, Carmelo Cossa, fa di questo romanzo, per lo più autobiografico, una guida che riesce ad accompagnare il lettore verso la comprensione della paura e la sua elaborazione, fino ad invitarlo, con la stessa cura e benevolenza che ci rivolgerebbe una persona cara, a non mollare mai, perché tutto, in un modo o nell’altro, si risolve.
    La paura, se non viene accettata e rielaborata attraverso le nostre stesse esperienze di vita, può diventare un ostacolo, un limite che ci impedisce di vivere appieno i nostri giorni, tingendo di negativo tutto il nostro mondo.
    Ma quali sono le paure che si respirano e si affrontano insieme a Tommaso, il protagonista indiscusso di questo romanzo?
    Malattia, senso di fallimento e conflitti tra un padre ed una figlia, interpreti di un conflitto generazionale, sono continuamente padroni della scena, ma lo sono in modo positivo, mai distruttivo. Non c’è auto-commiserazione, anche di fronte a problemi che
    parrebbero insormontabili, ma la ferma e costante volontà di riprendere la propria vita in mano.
    L’epilogo, infatti, è una riapertura verso la vita e verso l’amore che danno forza alla narrazione conferendole un tocco dolcemente e quasi sorprendentemente romantico. Le tante avversità affrontate dal nostro protagonista, in unisono con la compagna della sua vita, ci inducono a considerare o a riconsiderare – questo dipende dai punti di vista – l’importanza di valori, obiettivi e sentimenti condivisi, in una coppia.
    La scorrevolezza del linguaggio, della forma di scrittura e di pensiero impressi tra le pagine del libro, rapiscono il lettore fin dalle prime pagine di quest’opera.
    L’autore, anche poeta, lascia avvertire palesemente, nella sua narrazione, l’influenza positiva e fortemente evocativa di una scrittura in versi che gli è congeniale.
    Si trova traccia di poesia nelle descrizioni meticolose ed introspettive dei sentimenti, o nell’osservazione della realtà, soprattutto in quelle piccole cose che, per Tommaso, diventano grandi ed importanti.
    Anche la pioggia battente su un vetro, o un tramonto, diventano magia che il lettore può assaporare attraverso gli occhi di un eterno fanciullo che sempre sa stupirsi di fronte alle meraviglie della natura e dei sentimenti umani.
    Terminata la lettura di questa opera, ci si sente più forti e rinvigoriti dal grande coraggio e dalla chiara determinazione che il protagonista condivide con il suo pubblico, parola per parola, vissuto dopo vissuto, in modo assolutamente vero e, soprattutto, umano.
    Nessun fingimento, quindi, nell’esporsi con coloro che lo affiancano, o lo respingono, in questa storia – almeno in parte – reale la quale, per nulla al mondo, per intensità ed importanza, poteva rimanere ingabbiata nella mente dell’autore al quale va il grande merito di aver lottato con sé stesso, per poterci raccontare anche fatti così tanto dolorosi della sua esistenza.
    Parte del ricavato dalla vendita di questo volume è devoluto all’Associazione “Amici della Neurochirurgia Enrico Geuna” di Novara. Anche questa scelta rende onore all’autore che, attraverso questo gesto encomiabile e non così consueto, mostra grande riconoscenza allo staff medico e paramedico che si è preso cura del suo male (soprattutto quello interiore) e, non ultimo, palesa la sua grande profondità d’animo e la sua importante sensibilità.

    GIORGIA CATALANO (Poetessa, scrittrice)
    TORINO, 6 DICEMBRE 2014

  4. 5 di 5

    :

    E’ mia abitudine leggere la prefazione del libro prima di tutto e sapendo che era in parte una storia vera mi sono incuriosita subito e devo dire che le mie aspettative non sono andate deluse.
    E’ la storia di Tommaso : imprenditore con tante difficoltà nel suo settore che scopre improvvisamente di avere un aneurisma al cervello che deve essere operato per potersi salvare. La mia trama finisce qui perché non voglio togliere al lettore il piacere di leggere il libro e tutte le sue sfumature. Si nota subito che, come dice l’Autore, tutta la parte riguardante la malattia è reale. Solo chi ha vissuto in prima persona una malattia cosi devastante che ti lascia senza fiato e che non ti fa vedere oltre il dolore può scrivere cosi bene quello che si prova. La descrizione di tutti i vari strati di dolore che si superano è descritta in maniera superba e senza fronzoli…e proprio tutto illustrato senza giri di parole che tante volte ti lascia veramente senza fiato. La fantastica figura della moglie Nadia che vive e convive col dolore e l’incertezza del futuro riguardante non solo la malattia, ma anche la situazione economica è davvero descritta benissimo: sarebbe meraviglioso che tutte le persone che attraversano questi momenti abbiano accanto a sé delle persone così meravigliose e presenti fino all’inverosimile. La situazione economica della ditta di Tommaso e la conseguente problematica con la banca sono davvero molto toccanti.
    Inoltre il rapporto o meglio il mancato rapporto di Tommaso con la figlia Monica è lo specchio di molte famiglie : l’indifferenza e la superficialità delle nuove generazioni è lampante e la costante insistenza del padre nel voler ricucire il rapporto è davvero molto ammirevole.
    La mia conclusione è che questo libro è veramente molto bello e toccante.
    Assolutamente da leggere!

Aggiungi una recensione